non amo la retorica,ma sono felice ci sia un Giorno della Memoria, per la mia esperienza di tutti i giorni ho a che fare con queste tematiche sempre,sia a livello personale che dal punto di vista storico: libri,documenti,ricerche.

Il lato umano è quello più duro ma allo stesso tempo quello che lascia un segno che non passerà mai. Ascoltare i racconti di cosa è stato,da chi l’ha vissuto sulla propria pelle e ce l’ha negli occhi e nella testa. ascoltare frasi di un coraggio interioriore che non ti aspetti possa esistere,o atre che dicono cose talmente indicibili da pensare il Pensiero non riesca a contenererle,come hanno potuto essere messe in pratica. Ascoltare i no questo non te lo dico,lasciamo stare,e chiudere frasi con un vabbè vabbè quando sarebbe troppo.

e poi quella domanda esclamazione, “è successo davvero eh!”

come ci fosse ancora quella paura della sordità,dell’incomprensione,peggio del non essere creduti tanto è “incredibile” quello che è successo.del dimenticatoio,come se il passato non ci appartenesse.

purtroppo di atrocità è piena la Storia,evidentemente c’è qualcosa di disumano in noi umani,qualcosa di non so,quello che rende lo sterminio nazista un “unicum” è il sistema quasi scientifico,la programmazione “culturale” e pratica,tutto l’apparato che è stato messo in atto e che ha ricreato quello che con una definizione perfetta è definito “il mondo capovolto”. qualcosa di totalmente allucinato e allucinante.

ogni volta che ascolto,che leggo,che ne parlo,penso solo non si può dimenticare. non si può. non è questione di politica,è questione di umanità.

se non ci si crea un bagaglio dal passato,il presente e il futuro non si possono pensare,non si va avanti. La conoscenza profonda della storia è fondamentale,davvero,è una bussola,un valore,una base solida da cui partire.

il 27 gennaio è il giorno della Memoria,a genova ci sono tantissime iniziative che vanno avanti per qualche settimana e sono già iniziate, partecipate,leggete anche solo un attimo stralci di qualche libro,qualche minuto di film o interviste. oggi,domani,tra sei mesi. la storia resta lì,non si cambia,va conosciuta e compresa.non c’è futuro senza conoscenza e senza passato credo.

http://www.youtube.com/watch?v=jX5gs099Rzg

http://video.repubblica.it/cronaca/maris-abbiamo-pagato-un-prezzo-troppo-alto/86601/84990

ci sarebbero mille cose da dire e da linkare,ogni storia fa capitolo a se’,ogni “categoria” di deportati racchiude altre mille storie che si incrociano,ma per quello ci sono un sacco di fonti. l’importante è sapere,e ricordare.